La sostituzione della cappa da cucina è un intervento comune, generalmente svolto da tecnici specializzati. Gli accorgimenti principali riguardano la conformità con le principali normative, ma anche le differenze fra gli apparecchi filtranti e ad aspirazione. Nella scelta di un modello nuovo, inoltre, è utile valutare i vantaggi delle opzioni a incasso e a vista. 

Come avviene la sostituzione della cappa da cucina

La sostituzione della cappa da cucina si articola in due step, partendo dalla rimozione del vecchio modello, per poi passare all’installazione di quello nuovo. Nel caso di un apparecchio ad aspirazione, sarà necessario gestire anche il tubo di scarico.

Come smontare la cappa da cucina

Smontare la vecchia cappa da cucina è un procedimento abbastanza semplice, che può essere gestito anche in autonomia. Per farlo avrai bisogno di un cacciavite o di un trapano avvitatore.

  • Scollega la cappa dalla rete elettrica.
  • Se si tratta di un modello aspirante smonta il tubo di scarico dall’apparecchio e dal soffitto.
  • Accedi all’interno della cappa, rimuovendo i filtri metallici e stacca i collegamenti elettrici. In genere si tratta di 3 conduttori.
  • Cerca e rimuovi le viti di fissaggio. Nelle cappe a libera installazione servono a tenere l’elettrodomestico ancorato al muro, mentre nei modelli a incasso lo fissano al mobile.
  • A questo punto puoi rimuovere la cappa dalla parete o dal mobile.

Una volta smontata, sarà possibile sostituire la cappa con il nuovo modello.

Come montare la cappa nuova

L’installazione seguirà un procedimento molto simile a quello già descritto per lo smontaggio, ma in ordine inverso.

  • Vengono stabiliti i punti di ancoraggio sulla parete tenendo conto della distanza di sicurezza fra i filtri antigrasso e il piano cottura. Per quelli a gas si tratta di 65 cm, mentre sale a 70 cm per quelli elettrici.
  • Il meccanismo di fissaggio varia a seconda del modello, ma di solito fa uso di viti o flange. 
  • Una volta montato il meccanismo di ancoraggio, il corpo della cappa viene inserito nei supporti e fissato con delle viti, anche dall’interno dell’apparecchio.
  • Seguono i collegamenti elettrici, che necessitano di conduttori e di un quadro differenziale.
  • Una volta montato il corpo della cappa, se si tratta di un modello ad aspirazione, verrà collegato anche il tubo, che dovrà essere fissato sia all’elettrodomestico che al condotto di scarico. 

A questo punto la cappa da cucina può essere connessa alla rete elettrica e accesa per verificarne il funzionamento.

La differenza fra i modelli a incasso e quelli a vista

Nei modelli a incasso la cappa è inserita nel mobile, mentre in quelli a vista rappresenta un elemento di arredamento a sé stante. Sebbene il procedimento per la sostituzione sia molto simile, ciascuno dei due modelli richiede accorgimenti specifici.

  • Per sostituire una cappa da incasso sarà necessario trovare un modello che abbia dimensioni perfettamente compatibili con il pensile esistente. Inoltre può essere necessario smontare anche parte del mobile.
  • Nel caso dei modelli a vista, invece, la scelta della cappa nuova è più flessibile. Dato che verrà fissata direttamente alla parete, l’installazione in genere è più semplice. Le uniche difficoltà possono riguardare l’allineamento del tubo di scarico. 

La scelta fra un modello a vista e uno a incasso spesso dipende dalla tipologia di cappa montata in precedenza. Se entrambe le soluzioni sono possibili, ad esempio quando viene progettata una nuova cucina, i modelli a vista spesso presentano dei vantaggi, in termini di efficienza e di facilità di montaggio. 

FAQ: Sostituzione della cappa da cucina

Chiudiamo la guida rispondendo ad alcune domande frequenti sulla sostituzione e installazione di questo elettrodomestico. 

La cappa è obbligatoria per legge?

L’installazione di una cappa da cucina è obbligatoria per i piani cottura a gas. Non è obbligatoria per i piani elettrici e a induzione, ma è consigliata anche in questo caso, per garantire una migliore qualità dell’aria e gestire l’umidità prodotta dalla cottura.

La cappa da cucina rientra nel bonus mobili ed elettrodomestici?

Sì, le cappe da cucina rientrano fra gli articoli a cui si applica il bonus mobili ed elettrodomestici, ovvero una detrazione IRPEF del 50%. Tuttavia ci sono alcuni requisiti da rispettare:

  • La cappa deve essere di classe energetica A+ o superiore. 
  • Deve essere stata acquistata e installata nell’ambito di lavori di manutenzione straordinaria, restauro o ristrutturazione edilizia dell’immobile.
  • I pagamenti devono essere avvenuti con mezzi tracciabili, come carte di credito o bonifici bancari.

Per il 2026 è possibile detrarre il 50% della spesa, inclusi trasporto e montaggio, su un importo massimo di 5.000 euro.

Dove deve scaricare la cappa della cucina?

Nel caso di una cappa ad aspirazione, lo scarico deve trovarsi all’esterno dell’abitazione. L’espulsione quindi avverrà attraverso un muro esterno o dal tetto della casa. 

L’importante è che lo scarico non avvenga in canne fumarie o di ventilazione già dedicate ad altri impianti e che rispetti le normative, che in alcuni casi possono variare di regione in regione.

Nel caso delle cappe filtranti a ricircolo, invece, l’aria viene reimessa nella stanza.

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